Le ideologie

Di Silvana Lari
Le ideologie… pur essendo fondamentali nella politica specialmente odierna, sono vituperate e non vengono tenute in nessuna considerazione, L’errore è questo: come dice Nel, non si può far nulla se non c’è una visione. La sinistra brancola nel buio ed è allo sbando, non ha un progetto di modello di organizzazione economica dello Stato che si profili diverso da quello capitalistico di un partito di centrodestra come Forza Italia e ha perso la maggior parte dei valori etici e degli ideali che possedeva. Manca di uomini capaci che portino avanti con coerenza e realismo i valori della vera sinistra. Quali?

Essere di sinistra vuol dire rispettare la vita umana. Ciò implica che siamo tutti fratelli e facciamo parte della grande famiglia della specie umana, al di là del credo religioso, della cultura, delle attitudine sessuali e così via. Il verbo “rispettare” significa eliminare menzogna e raggiro, avere diritto alla verità, desiderare un mondo migliore fatto di generosità, libertà, uguaglianza, mettendo gli interessi comuni al di sopra dei propri. Potrei andare avanti all’infinito ma sembrerebbe retorica. Se vogliamo un mondo diverso, dobbiamo lottare. Cosa facciamo nella vita d’ogni giorno per cambiare davvero le cose?
Si può fare molto poco, ma questo poco è importantissimo. Non ci sono gli uomini? Creiamoli. Si dovrebbe iniziare con l’educazione alla cultura dei giovani e continuare col rispetto dell’ambiente, dell’altro, delle differenze, dei valori nei quali crediamo, con il consumo critico, la partecipazione lavorativa, la creazione di una legge internazionale riguardante il lavoro, l’uso delle tecnologie ecocompatibili e sostenibili, la protezione dell’acqua e dell’aria e così via allo scopo di realizzare una società più equa. Per me i valori della sinistra s’identificano con questi percorsi alla cui base sta il rispetto per la vita umana e la cultura, percorsi che potrebbero sembrare utopici, ma che in realtà sono fattibilissimi. Il socialismo reale é stato un fallimento, una dittatura che uccideva l’individualità. Credo che la ragione sia dovuta al fatto che bisogna capire che gli uomini non sono tutti eguali e un modello economico deve quindi valorizzare la competizione e le capacità del singolo individuo. Il modello capitalista, che è stato accettato anche dalla sinistra mondiale, si è rivelato un fallimento tanto quanto il socialismo reale. Il suo principio portante, massimizzando i consumi, genera uno spaventoso inquinamento, uccide l’amore per il prossimo, sfrutta i più deboli che diventano oggetti di produzione e consumo, genera la guerra perfino preventiva.
Ma è possibile un modello di sviluppo economico differente? Sicuramente! Lo Stato deve svolgere una funzione propulsiva facendo sviluppare industrie strategiche, tecnologicamente avanzate, promuovendo ricerca e sviluppo in ogni settore. Da quanto tempo si parla di costruire auto non dannose per l’ambiente? Allora l’industria privata deve avere la capacità di produrle cioè deve svolgere anche una funzione “sociale”. La penso come Marx: è l’uomo che deve fondare la sua dignità ritrasformando il mercato mondiale, soddisfacendo i bisogni primari e secondari e tutto ciò che è utile alla nostra sopravvivenza ed evoluzione, intendendo per “nostra” anche quella del pianeta terra. L’uomo e i suoi ideali sono materia plasmabile della realtà. Questo è quello che credo e che crede chiunque sia di sinistra.

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