Archivi Blog

Stefano Rodotà morto, il galantuomo che poteva essere presidente: l’eterna battaglia in difesa dei diritti. In nome della Carta di Davide Turrini

Foto Roberto Monaldo / LaPresse18-04-2013 RomaPoliticaRai – Trasmissione tv "Eco della storia"Nella foto Stefano RodotàPhoto Roberto Monaldo / LaPresse18-04-2013 Rome (Italy)Tv program "Eco della storia"In the photo Stefano Rodotà


Dal “riformismo militante” nell’area di sinistra (ma contro l’asfissiante sistema dei partiti di massa) alla battaglia per il No al referendum di Renzi. Il giurista, che nel 2013 sfiorò l’elezione al Quirinale ha usato gli studi da giurista per fare politica, nelle piazze e nei Palazzi. Laico, libertario, di sinistra. Con un’idea fissa in testa: il diritto di avere diritti. Cioè che nessuno si debba sentire meno cittadino di altri
di Davide Turrini | 23 giugno 2017
I principi della Costituzione non si toccano. Se si dovessero riassumere gli ultimi anni di pensiero e azione di Stefano Rodotà, si dovrebbe partire dalla presa di posizione per il No al referendum costituzionale voluto da Matteo Renzi. Di sinistra, laico, libertario, il giurista che non ha mai mollato la politica, protagonista di mille battaglie per l’estensione dei diritti dei cittadini, Rodotà è morto a Roma. (altro…)

E’ tempo di ritrovare la dignità delle scelte: non è più tempo di ammucchiate di persone senza qualità!

Forse è ancora presto per un commento complessivo sul voto di domenica, ma un dato è certo: il 50% degli elettori non si è recato alle urne, come era ampiamente prevedibile, e, io credo, perchè nell’impossibilità di scegliere un partito e/o un condidato che li rappresentasse. Altro dato incontrovertibile è la presenza di una percentuale altissima di votanti che ha deciso di annullare la scheda in segno di protesta, perchè messa nell’impossibilità di scegliere un candidato che potesse rappresentarla al meglio. (altro…)

Il voto segreto è garanzia di libertà!

A proposito di voto segreto: molti non hanno ancora capito che a non funzionare sono i politici nostrani e non la Costituzione e i principi in essa contenuti.
Infatti, il problema non è il voto segreto, ma i partiti, che ,in questi ultimi anni, hanno preteso che ogni deputato o senatore, consigliere o sindaco, o presidente rispondesse alle loro logiche interne e non alla coscienza e/o convinzione di ognuno, in osservanza del principio sancito dall’art. 67 della Costituzione “ Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.
Hanno, purtroppo, creato un sistema perverso dove a decidere su tutto sono loro, impedendo di fatto al Parlamento e al Governo di governare secondo detto principio.
Così facendo si è instaurata la dittatura dei partiti, che non ha trovato alcun ostacolo da parte di nessuno nel portare avanti questo sciagurato disegno.
E’ però bastata la bagarre che si è scatenata alla Camera, in occasione della legge elettorale, per attribuire la colpa al voto segreto e, di conseguenza, è stata lanciata immediatamente la campagna di raccolta firme per abolirlo!
Eppure, il voto segreto, sull’emendamento incriminato, ci ha salvato dall’approvazione di una legge elettorale devastante per la tenuta democratica del Paese!
Se imparassimo a riflettere un po’ di più sulle conseguenze delle nostre azioni non sarebbe davvero male, non vi pare?

Nuovi ticket, la sanità diventa (quasi) privata

di Redazione Contropianotscp2_1-720x300
Mentre in televisione sorrideva fissa, come le hanno insegnato ai corsi di Publitalia-Forza Italia, la ministra della salute Beatrice Lorenzin – giustamente ridicolizzata per le campagne abortite sul Fertility Day – assicurava giuliva che “nella legge di stabilità ci saranno due miliardi in più per la sanità”. A far intendere che, aumentando la spesa, avrebbe funzionato meglio o si sarebbe creato lo spazio per ridurre qualche ticket. (altro…)

Votare si significa cancellare diritti e democrazia!

IMGP0549di Nella Toscano
Trovo davvero surreale che molti sostenitori del Si giustificano la loro scelta affermando che per cambiare bisogna accontentarsi di queste riforme. Evidentemente queste persone non hanno capito e forse non vogliono nemmeno capire cosa contiene questo pacchetto che stravolge la Costituzione, non interessa il merito, ma il cambiamento fine a se stesso. (altro…)

Obama ne è la prova: la riforma viene dall’alto Se diciamo ”Sì” facciamo gli interessi dell’America e di Jp Morgan.

redattore_1001
di Diego Fusaro | 19 Ottobre 2016
l43-obama-161019131542_medium
Non è più solo l’ambasciatore Usa a dire che gli Stati Uniti vogliono la riforma della Costituzione italiana.
Ora è direttamente Barack Obama a dirlo.
E senza nemmeno troppi giri di parole. Egli tifa apertamente per il premier Matteo Renzi: «Sta facendo le riforme in Italia, a volte incontra resistenze e inerzie, ma l’economia ha mostrato segni di crescita, anche se ha ancora tanta strada da fare».
Così ha pontificato il presidente americano alla Casa bianca. (altro…)

Manovra, D’Alema: “Finanziaria abbastanza elettorale: dà tantissimo agli industriali che sono già schierati per il Sì”

L’ex presidente del Consiglio intervistato da Lucia Annunziata su Rai3: “Legge di stabilità lascia molto perplessi”. E sulla commissione per le modifiche dell’Italicum: “Impegni di Renzi hanno credibilità limitata”. In merito al parere favorevole di Merkel, Pse, JpMorgan, ambasciatore americano alla legge Boschi? “Si facciano gli affari loro”. Infine l’attacco ai fedelissimi di Renzi: “Ognuno ha i suoi bravi”
di F. Q. | 16 ottobre 2016 (altro…)

Da Grillo a Renzi, la scienza misura il populismo italiano 01 ottobre 2016

Senzanome
Il linguaggio ipersemplificato, il riferimento continuo alla gente e a un nemico, la retorica contro le élite, la costruzione della figura salvifica del leader. Uno studio analizza stile e comunicazione dei leader politici italiani
DAVIDE PIACENZA
Dal numero di pagina99 in edicola il 1° ottobre 2016

Cos’hanno in comune figure politiche che passano dalla sinistra socialista al nazionalismo xenofobo, e dall’antieuropeismo più bieco a ciò che a giugno di quest’anno sul manifesto veniva definito, auspicandone l’avvento, «un serio populismo di sinistra, capace di parlare alle masse e di opporsi alle politiche dell’establishment»? La risposta è: il modo di parlare. Farebbe bene oggi un novello Tolstoj a scrivere sulle colonne politiche di un grande quotidiano che tutti i rappresentanti dell’establishment si somigliano, e invece ogni populista è populista a modo suo. In Italia un nuovo studio dell’Università di Pisa ha provato a dimostrare come questa tendenza, resa protagonista dell’agone politico, può essere misurata e soppesata. (altro…)

Referendum costituzionale: comunque andrà a finire, il centrosinistra si spaccherà

renzi-perugia-675
di Sergio Caserta | 8 ottobre 2016
Il D-day, è fissato al 4 dicembre, giorno verità per la nostra democrazia. Non sarà comunque un giorno fausto, perché, indipendentemente da come andrà a finire, per la prima volta le forze del centrosinistra si divideranno sulla materia fondamentale della Costituzione e dell’assetto istituzionale.

Non era mai accaduto in settant’anni, se escludiamo il referendum sul maggioritario del 1993 che riguardava però solo la legge elettorale ma fu l’inizio di tutto. Ancora una volta dobbiamo al prode Achille Occhetto, alleato in quella circostanza di Pannella e di quel Mario Segni, dagli intendimenti democratici poco rassicuranti, se fu introdotto il sistema maggioritario in Italia e all’italiana, abolendo la proporzionale con preferenza unica che appariva troppo democratica per le pulsioni lobbistiche del sistema partitico nostrano. (altro…)

Il riscatto del marziano

19pol2f01-marino-oggi-32
A parte la figuraccia di un premier che evita il confronto pubblico con un blasonato politologo del No e di un servizio pubblico che lascia al potere politico decidere dove, come e quando regalarci le sue apparizioni, l’episodio del professor Pasquino, prima invitato e poi gentilmente liberato dall’impegno, è segno di un crescente nervosismo del premier. Uno stato d’animo che ieri certo non avrà tratto giovamento dalla notizia dell’assoluzione di Ignazio Marino da ogni accusa. Una bella botta per il presidente-segretario, che fino a seranon aveva commentato il riscatto dell’ex sindaco. (altro…)