Verso il 18 giugno!

Quel che è mancato in questi ultimi anni è proprio l’idea di una sinistra alternativa al sistema economico, che abbia un progetto chiaro e ben definito e che, soprattutto, si riconosca nei valori fondanti della nostra Costituzione.
Io penso che se davvero vogliamo costruire una forza alternativa a questo dilagare di populismi è da qui che dobbiamo ripartire, avendo però ben presente che è necessario, innanzitutto, un netto cambio di rotta di questa Unione Europea, “creata sulla sacralità del mercato, sui dogmi dell’austerità e dell’ideologia liberista”, che sta affamando interi popoli come la Gregia e non ultima l’Italia, la cui uscita dalla crisi è ben lungi dal Concretizzarsi.
Rivedere i trattati europei, firmati sulla pelle dei cittadini, cancellare il pareggio di bilancio inserito in Costituzione, arrestare le privatizzazioni di acqua, gas, sanità, istruzione, servizi sociali, per farli tornare tutti in mano pubblica deve essere il fine di una vera forza di sinistra alternativa.
Cancellare la riforma Fornero e il jobs acte sono, a mio parere, una priorità, per ridare speranza a tutte quelle persone a cui è stato negato un futuro.
Se solo si riuscisse a superare gli opportunismi e le ipocrisie si potrebbe davvero ricominciare a volare alto, avendo, però, ben presente la impossibilità di una alleanza con il PD, perché il Pd, da diversi anni, sta facendo prevalentemente cose di destra: è, infatti, quel partito che ha realizzato quello che non era riuscito a fare Berlusconi.
Credo anche che bisogna tenere lontano da questo progetto tutti quei leader, a cominciare da Pisapia e Rossi, che hanno votato “SI” alle riforme costitutuzionali, che hanno dimostrato di essere opportunisti e di essere capaci di stravolgere la Costituzione Repubblicana nata dalla resistenza per fini personali.
Con queste persone e con questo partito non si potrà mai costruire nulla di buono e, quindi, è meglio prendere le distanze fin da subito.
Non potrò essere fisicamente a Roma il giorno 18, ma lo sarò con il cuore pieno di speranza, perchè possa essere la risposta a quanti sono rimasti senza appartenenza, senza punti di riferimento validi e altresì perché si realizzi una alleanza tra lavoratori, precari, disoccupati, giovani, donne, pensionati e mancati pensionati e di tutti coloro che soffrono per l’iniquità di un sistema che ormai, come afferma il compagno Atos Benaglia in un suo post pubblicato su fb, non può essere riformato, ma semplicemente rovesciato.
Nella Toscano (PA)

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