La necessità di un nuovo soggetto politico per dare una nuova opportunità al Paese.

1896749_10205395851846222_4810078946517121667_nNella Toscano
In questi giorni abbiamo assistito a eventi politici che ci riportano indietro nel tempo, sia per come essi sono stati proposti, sia per gli attori politici di sempre che li hanno animati.
A guardare quello che sta succedendo ci si rende conto che molti o quasi tutti i politici, che si dicono di sinistra, sono rimasti legati a vecchie prassi e, di conseguenza, stanno riproponendo scissioni e fusioni con l’immutabile presenza degli attori di sempre.
A guardare questi eventi ci si rende conto di come essi siano completamente fuori dalla realtà, della loro incapacità di cogliere la necessità di cambiamento radicale che la situazione politica e sociale impone, sia sul piano nazionale che internazionale.
Non cogliere questa necessità vitale per il Paese rischia di far perdere all’Italia una opportunità necessaria per una svolta a treccentosessanta gradi.
E’ evidente che se una sinistra si deve ricostruire essa non può essere realizzata da chi in questi ultimi anni ha lavorato per distruggerla, non sarebbe credibile.
Gli atti politici del governo Renzi sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso e avranno, inevitabilmente, costi economici per il Paese ancora tutti da calcolare, mentre sappiamo già cosa hanno prodotto le politiche di Monti prima, con la riforma delle pensioni e con la famigerata introduzione nella Costitituzione del pareggio di bilancio, e di renzi dopo, con l’approvazione del Jobs act, che ha cancellato con un semplice tratto di penna le conquiste dei lavoratori ottenute con anni e anni di lotte. In ultimo con le sciagurate riforme costituzionali, di cui moltissimi di questi politici sono stati sostenitori agguerriti, ignorando, spesso per fini personali, anche qui le battaglie e le sofferenze di quanti hanno lotato per scrivere questa Costituzione.
Il popolo italiano, per fortuna, ha cancellato lo scempio che era stato preparato, ma , purtroppo, la politica continua a rimanere sorda ed a utilizzare i soliti mezzucci, senza minimamente azzardare una analisi seria sulla situzione economica e sociale del Paese e dell’Europa e senza avanzare proposte concrete per cercare di risolverle.
Ebbene, io penso, come Anna Falcone, che per proporsi a governare il Paese sarà invece necessario fare proporste concrete, in primis su quale sviluppo vogliamo dare al Paese per coniugare e far convivere il progresso con la tutela dell’ambiente e le risorse naturali; quali le proposte per la tutela della salute, del lavoro, dell’istruzione, del fisco e come fare per riconquistare la nostra sovranità monetaria per costruire una Europa politica e solidale; come ridistribuire la ricchezza, che rimane concentrata in poche mani e garantire a tutti l’accesso al lavoro e dignità al lavoratore. Questi sono alcuni dei temi che dovrebbero essere cari o meglio dovrebbero essere messi a fondamento di una vera sinistra, non solo elencati, ma accompagnati da proposte concrete.
Di tutto questo però nessuno parla e allora è chiaro che quello che stanno facendo i partiti che si dicono di sx è solo una operazione elettorale. A nulla sembra essere servita la lezione del 4 dicembre. Gli Italiani, quelli che abbiamo detto “no” alle riforme costituzionali vogliamo impegnarci per ricostruire un Paese più giusto e solidale, più meritocratica, democratica e solidale. Per questo, sono d’accordo ancora con Anna Falcone, qundo dice che “
occorre mobilitarsi tutti, in una grande operazione di democrazia propositiva e partecipativa, non restare a guardare le auspicabili scissioni e riunificazioni di sigle ormai logore agli occhi dei più. L’unità in un nuovo soggetto della Sinistra riformista, profondamente innovativa e all’altezza dei tempi e delle persone parte dai temi e dalle idee. Liberiamole e misuriamoci su queste! Perché le liste unitarie e le alleanze di una stagione non funzionano e non bastano più. A nessuno. Pensiamoci. Perché questa rischia di essere l’ultima occasione per ciò che resta degli attuali partiti. O i cittadini si organizzeranno da soli in un nuovo inizio politico, più coerente e funzionale alla realizzazione di quegli ideali che i vecchi partiti non rispecchiano più.”

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