Crollo delle banche e crisi italiana: patrimoniale? Attacco ai fondi comuni? Bail In? Meglio uscire subito dall’Euro

gennaio 21 18:33 2016
di Economicus
L’attenzione dei media del nostro Paese, in queste ore, si sta concentrando sulle banche italiane. Che sta succedendo? Tutto ruota attorno a una notizia e a una non-notizia data come notizia. La notizia – e questa è cronaca degli ultimi giorni – è il tonfo dei titoli bancari in Borsa. la non-notizia spacciata come notizia sono le sofferenza delle banche italiane, che ammontano a circa 200 miliardi di Euro. Perché questa è una non-notizia? Semplice: perché si tratta di un dato noto da tempo. E allora perché è stato tirato fuori proprio adesso? Proviamo a rispondere a questa domanda.

Cominciamo col dire che i fatti che stanno avvenendo in queste ore – comprese le dichiarazioni ‘tranquillizzanti’ rilasciate alla Tv dal Ministro dell’Economia, Padoan – sono legate da un filo comune. Esaminiamole ad una ad a una.

Sul crollo dei titoli bancari in Borsa c’è poco da dire. Tut e le Borse del mondo stanno andando male. Quella di Milano è in sofferenza. E, a quanto pare, secondo alcuni analisti, sarebbero proprio i titoli bancari a trascinare giù i titoli di Piazza Affari. Vero? Falso? Beh, forse questa volta qualche possibilità che gli analisti stiano vedendo giusto c’è.

Passiamo alle dichiarazioni del Ministro Padoan. Che in Tv ha detto: italiani, state tranquilli: tutto è sotto controllo. Se il del governo Renzi non avesse parlato, gl’italiani avrebbero dovuto comunque stare in campana, perché quello che sta succedendo non soltanto in Borsa, ma in tutta l’economia mondiale non è da sottovalutare.

Ma se uno come Padoan ci dice che non ci dobbiamo preoccupare, beh, allora è il momento che gl’italiani si preoccupino.

Non dimentichiamo di che pasta è fatto Renzi: dice una cosa e fa l’esatto opposto. Come ha fatto con l’ex premier Letta. “Stai sereno”, gli ha detto. Nel senso che non aveva intenzione di mettere in crisi il suo governo. Poi, com’è noto, ha preso il suo posto.

Morale: le dichiarazioni di Padoan debbono fare preoccupare – e molto – gl’italiani che hanno più di 100 mila Euro sul conto corrente; e gl’italiani che hanno investito i propri soldi, per esempio, sui fondi comuni (sono circa mille a 400 miliardi di Euro i soldi degl’italiani hanno investito nei fondi comuni).

Secondo alcuni osservatori, l’Italia, in questo momento, sarebbe sotto attacco. Un po’ come è successo nel 2011, quando l’allora capo del governo del nostro Paese, Berlusconi, minacciava di far uscire l’Italia dall’Euro. Oggi Renzi non ha minacciato di dire addio alla moneta unica europea: ma sta alzando un po’ la cresta contestando il rigore economico: e questo ai massoni dell’Euro non piace.

Questa è l’interpretazione corrente. Ma ce n’è un’altra. Le sofferenze – cioè i crediti che le banche italiane hanno erogato a chi oggi non è in grado di restituire i soldi che ha ricevuto in PRESTITO sono un problema. Ma il vero problema delle banche – non solo italiane, ma di quasi tutta l’Europa – non sono i crediti in sofferenza: sono i titoli ‘tossici’ che hanno in ‘pancia’, ovvero GLI INVESTIMENTI sbagliati che hanno effettuato tra il 2003 e il 2008.

La situazione è strana: l’Europa dell’Euro rimprovera al nostro Paese di avere banche con 200 miliardi di Euro di sofferenze. Poi, però, si scopre che le banche – e tra queste anche quelle italiane – che hanno ricevuto la grande ‘iniezione di liquidità’ dalla Banca Centrale Europea (BCE) – parliamo del QE, sigla che sta per Quantitative Easing voluto da Mario Draghi – si sono guardate bene dall’erogare crediti a famiglie e imprese.

Non ci stiamo inventando nulla. La notizia l’ha fornita il Centro Europa Ricerche, che ha dimostrato, numeri alla mano, che al crescere dell’erogazione, da parte della BCE, dei fondi alle banche europee, crescono le risorse presso la stessa BCE! Che significa questo? Semplice: che le banche, una volta ricevuto i milioni e milioni di Euro dalla Banca Centrale Europea, come già accennato, non li erogano a imprese e famiglie, ma rispediscono il denaro a Francoforte sotto forma di depositi overnight.

Detto con parole ancora più semplici, le banche europee preferiscono consolidare i propri conti presso la BCE piuttosto che sostenere l’economia reale.

Lo fanno perché non si fidano delle famiglie e, soprattutto, delle imprese? O lo fanno perché con il denaro della BCE attenuano gli effetti dei ‘buchi’ che hanno nei propri conti? Tenete conto che i ‘buchi’ delle banche europee provocati dalle speculazioni sbagliate degli anni passati sono enormi: parliamo di migliaia di miliardi di Euro!

Come finirà questa storia delle banche in Italia? Secondo noi, non bene. Tre le ipotesi possibili se le cose dovessero mettersi male.

Prima ipotesi: un’imposta patrimoniale, come ipotizzato dal sito Un’Europa diversa (come potete leggere qui).

Seconda ipotesi: il Bail In, ovvero l’applicazione della legge che l’Unione Europea ha imposto all’Italia. Ovvero ripianare i ‘buchi’ della banche italiane con i soldi dei correntisti che hanno più di 100 mila Euro.

Terza ipotesi: un attacco ai FONDI COMUNI ITALIANI, cioè ai citati mille e 400 miliardi di Euro circa sottoscritti dagli italiani.

La solfa, insomma, è sempre la stessa: all’Europa dell’Euro – che ricordiamolo altro non è che un covo di ‘briganti’ della finanza – l’idea che l’Italia abbia un debito pubblico di 2 mila e 200 miliardi di Euro ed oltre e che, contemporaneamente, le famiglie siano patrimonializzate e proprietarie di case non va proprio giù.

L’Europa dell’Euro ha deciso che il debito pubblico italiano deve essere trasformato in debito delle famiglie. Quindi gl’italiani debbono pagare: o con un attacco ai patrimoni immobiliari (per esempio alle abitazioni); o con un prelievo forzoso sui fondi comuni.

Il Bail In, invece – che l’Europa dell’Euro, per l’Italia, considera inevitabile (altrimenti non avrebbe imposto al governo Renzi e al Parlamento italiano di introdurlo come legge dello Stato!) deve servire per dare un po’ di ‘ossigeno’ alle banche.

E’ per questo motivo che il nostro Premier Renzi è nervoso? Forse non vuole far bere l’amaro calice agl’italiani? E se è così perché non ci pensava quando Tsipras, da solo, attaccava l’Europa dell’Euro? Cosa pensava, Renzi? Che a Bruxelles e a Francoforte gli avrebbero fatto sconti?

Detto questo: che si può fare per evitare un altro massacro a carico degl’italiani?

Una sola cosa: uscire subito dall’Euro. Impossibile? Non è affatto vero. Nei prossimi giorni illustreremo un modo per uscire dall’Eurozona senza provocare ‘morti & feriti’.

Foto tratta da popoffquotidiano.it

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