Il Cdm su autostrade: un offesa per la dignità del Popolo italiano

Il governo viene meno alla sua funzione fondamentale, quella di difendere il patrimonio pubblico del Popolo italiano
L’assurdo della riunione del Consiglio dei ministri di ieri, praticamente diretta dal Ministro dell’economia Gualtieri, durata dalle 22 di ieri sera fino alle 5 di questa mattina, ha svelato agli italiani che Gualtieri e tutto il governo, agiscono sul fondamento di un errore madornale che si è impossessato delle loro menti.
Essi hanno ritenuto, nella discussione, che gli interessi del Popolo sovrano, siano pari degli interessi di imprese private predatorie, inesperte e indagate per la morte di 43 persone a causa del crollo del ponte Morandi, dimenticando che i cittadini investiti di pubbliche funzioni devono agire con disciplina e onore nell’interesse di tutti gli altri cittadini (art.54 Cost.)
La Costituzione repubblicana e democratica subordina infatti gli interessi del singolo all’utilità sociale (art. 41 Cost.) e in tema di servizi pubblici essenziali (come le autostrade), essa (art.43 Cost.) afferma che la relativa gestione (in casi come questi) deve essere affidata alla mano pubblica o a Comunità di lavoratori o di utenti.
Se il governo avesse agito rispettando la Costituzione, avrebbe dovuto trasformare immediatamente Anas S.p.A. in Azienda di Stato e affidare la gestione delle autostrade a quest’ultima. Esso avrebbe dovuto inoltre ritrasformare in Ente pubblico la stessa Cassa Depositi e Prestiti, la quale è diventata una banca in virtù della sua privatizzazione e non persegue più gli interessi degli italiani, ma quello dei propri soci, e quindi, se venisse attuato questo accordo, anche gli interessi di Atlantia e dei Benetton e di qualsiasi altro, italiano o straniero, che voglia divorare il patrimonio pubblico italiano. Un vero e proprio inganno.
Di tutto questo, invece, non si è proprio parlato e, come privati che litigano per interessi personali, il discorso si è spostato sulla composizione della S.p.A. alla quale affidare la gestione autostradale. Le conclusioni raggiunte, che lasciano aperta questa società alla partecipazione di chiunque lo voglia, siano essi italiani o stranieri, costituiscono un’offesa per tutto il Popolo Italiano.
Molto male ha agito poi l’Avvocatura dello Stato, che in questa circostanza, ha dimostrato di non tener conto delle disposizioni costituzionali sopra citate e di aver aderito a quell’orientamento politico deleterio che considera il patrimonio del Popolo italiano come un bene da spolpare da parte dei privati.
Si tratta delle micidiali privatizzazioni, che ci hanno ridotto in miseria facendoci diventare l’ultima ruota del carro in Europa e che proseguiranno certamente, se questa è la mentalità dell’Avvocatura e del governo, fino alla totale estinzione della nostra Comunità politica.
L’Italia ha bisogno di una forza politica che si opponga al servilismo dei suoi governanti e dei suoi dipendenti pubblici e faccia capire all’Europa e agli altri Stati del mondo che essa, benché governata per anni da traditori della Patria, ha un primato morale e civile, come acutamente osservò il Gioberti.
Uniamoci nel nome dell’Italia vera e dei suoi valori, e reagiamo con gli strumenti che la Costituzione ci offre, contro i distruttori del patrimonio pubblico, della proprietà pubblica (si conosce solo la proprietà privata) e della dignità e dell’onore del nostro Popolo.

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