L’appello dei giuristi a Mattarella: “Strappo alla Costituzione”

«La democrazia di un Paese congelata per un anno intero»
L’appello dei giuristi a Mattarella:
GIUSEPPE SALVAGGIULO
Pubblicato il 10 Luglio 2020 Ultima modifica 10 Luglio 2020 https://www.lastampa.it/politica/2020/07/10/news/l-appello-dei-giuristi-a-mattarella-strappo-alla-costituzione-1.39067684?fbclid=IwAR2VB-RQGbuECHqrPkOT5YvnX1QwtLMHNJd5dugKv0cjlPPdJYyVnQy_Rj820:07

L’annuncio del premier Conte sulla proroga dello stato di emergenza vede contrari i giuristi dell’Osservatorio Permanente sulla Legalità Costituzionale, che hanno scritto un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La proroga, scrivono, sarebbe «uno strappo gravissimo dell’ordine costituzionale, a causa del quale la democrazia di un Paese viene di fatto congelata per un anno intero, ad arbitrio del potere esecutivo oggi ancor più in assenza di qualunque presupposto giustificativo».

L’appello articola la contrarietà sulla base del Codice della Protezione Civile, secondo cui lo stato di emergenza si riferisce «a eventi calamitosi» che richiedono «mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo». Situazioni, dunque, «nelle quali il ricorso agli ordinari strumenti democratici, financo a quelli per definizione destinati a fronteggiare situazioni di estrema gravità ed urgenza (come il decreto legge) costituiscono in quel frangente un lusso, uno spreco di tempo che l’Ordinamento non può permettersi perché ogni minuto è sacro».

Lo stato di emergenza, già «molto discutibile» nella prima fase della pandemia, «a maggior ragione appare oggi del tutto sproporzionato ed illegittimo» poiché «la sola presenza di sparuti focolai, peraltro circoscritti in alcune zone del Paese e ad oggi perfettamente gestibili dal Servizio Sanitario, non costituisce requisito sufficiente a introdurre un regime di eccezione che consenta di derogare alla dialettica democratica di uno Stato di diritto».

Quanto al timore di una seconda ondata dell’infezione in autunno, i giuristi scrivono: «Né lo stato di eccezione è giustificato dal mero timore di possibili scenari futuri, sui quali ancora nulla è dato prevedere e sui quali, peraltro, la stessa comunità scientifica mostra di avere opinioni divergenti. Ciò equivarrebbe a giustificare il puro arbitrio di un potere esecutivo che potrebbe sospendere la democrazia in qualunque momento, perchè in fondo, del doman non v’è mai certezza. Neppure si può giustificare lo stato di emergenza con la presenza di focoloai in Paesi stranieri, essendo sufficienti le ordinarie misure di contenimento dei flussi in entrata e uscita del Paese per arginare qualunque pericolo in tal senso».

Il comitato di giuristi invoca un intervento in nome dei «principi del costituzionalismo liberale» per evitare «un abuso di potere».

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