L’elezione dei Presidenti di Camera e Senato

Sull’elezione dei presidenti di Camera dei Deputati e Senato, voglio evidenziare alcune cose.
La prima riguarda l’incoerenza da parte di chi fino al giorno prima delle elezioni affermava di non volere accettare compromessi per poi sedersi subito al tavolo del c.d. accettandoli senza batter ciglio.
Tutti sappiamo che la politica è compromesso e, quindi, non possiamo che salutare positivamente che l’abbiano finalmente compreso e che siano scesi dal piedistallo dove si erano collocati con la pretesa di dare lezioni di purezza a tutti.
Però, c’è un però che fa la differenza: non tutti i compromessi sono accettabili , soprattutto quando non sono coerenti con quanto sostenuto e dichiarato. Checchè ne dicano i grillini, che sostengono non esserci altra soluzione e che quindi bisognava accettare la proposta di Silviuccio per bocca di Matteuccio.
Secondo il mio modo di vedere, i grillini, coerentemente con quanto da loro sostenuto, avrebbero dovuto proporre al Parlamento personalità di rilievo e giocarsi lì la partita, anche a costo di non ottenere una delle due camere. Evidentemente il loro obiettivo era ottenere una delle due camera e , quindi, non hanno esitato a fare accordi fuori dal Parlamento con Salvini e Berlusca e accettando la candidatura di una fedelissima di Berlusconi, che, in passato, loro stessi avevano contestato per la sua fedeltà al suo leader, per avere scritto le leggi ad personam, oltre che per averlo difeso nel processo Ruby.
Quindi, niente di nuovo sotto il solo, ma solo stessi metodi e prassi del passato che dicevano di volere combattere.
Come donna non mi sento davvero rappresentata dalla Casellati, che è quanto di più lontano al mia sentire e, credo, come diverse altre donne hanno affermato, che il fatto di essere la prima donna eletta presidente del Senato, non può e non deve essere interpretato come una conquista per le donne, proprio per il suo passato e per come si è posta nella difesa di un leader, oggi pregiudicato.
Trovo che anche Fico non è figura di alto profilo per questo delicato ruole istituzionale. Il suo discorso ala Camera l’ho trovato davvero scialbo: non una sola parola sull’Europa, sulla crisi economica, sulla mafia, sulle donne, l’ambiente, la sanità, la giustizia e su tutte i temi che riguardano la vita dei cittadini, ma solo le solite rivendicazioni dei grillini che in questi anni abbiamo sentito risuonare in tutte le piazze. Le uniche cose positive e condivisibili del suo discorso sono state: il richiamato le Fosse Ardeatine , l’avere rivendicato la superiorità del potere legislativo e la promessa di non consentire squallide ‘scorciatoie’ nell’iter parlamentare per ridare centralità al parlamento. Troppo poco direi, da un presidente che vuole cambiare il Paese, non vi pare?

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