Movimenti a sinistra?

10343681_10203960337719266_4883072129003767278_nRodotà ci crede: “Si tratta di costruire attorno ai diritti uno schieramento politico che abbia la capacità di farsi valere”. Di certo c’è che gli stessi bersaniani, insieme a Gianni Cuperlo e Civati, già a giugno hanno chiesto di eliminare il pareggio di bilancio dalla Costituzione, nell’ambito della discussione sulla riforma costituzionale in Senato. Non è andata così, ma si sono mossi per tempo e chiedono che il loro emendamento venga preso in considerazione quando il ddl Boschi verrà discusso alla Camera. Ora Fassina si avvicina ‘pericolosamente’ alla sinistra fuori dal Pd. A Landini, per dire, che in conferenza stampa sottolinea che “bisogna cambiare il paese ma partendo dai principi della Costituzione”, anche perché “se siamo rientrati in Fiat lo dobbiamo non alla politica ma alle decisioni della Corte Costituzionale”. Lo stesso Fassina ammette: “Questa iniziativa aiuta chi in Parlamento vuole cambiare rotta”. E aggiunge: “In questi anni ci hanno posto l’economia come tecnica da prendere o lasciare. Invece questa iniziativa serve a riportare la politica nel campo dell’economia”. E poi se ne va, alla riunione di minoranza sul Jobs Act, appunto.

Sono prove tecniche di una formazione di sinistra allargata, spronata dalla decisione del governo di rivedere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori?
Credo che cominciare a parlarne sia già un passo avanti, ma penso però che bisogna partire non dalle persone, ma da un progetto che possa unire tutti quelli che si riconoscono nei valori della sinistra.
Partire dalle persone, da queste persone penso sarebbe sbagliato e non si andrebbe lontano. Bisogna ricostruire dal basso per essere credibili e coinvolgere quante più persone possibili.
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