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Province, l’Ars fa un passo i presidenti dei consorzi eletti dai consiglieri comunali

Un emendamento del governo chiama a eleggere i presidenti dei liberi consorzi i consiglieri comunali: la norma passa ma l’opposizione 
Insorge 
Saranno i consiglieri dei Comuni aderenti al consorzio a eleggere i presidenti dei consorzi stessi, che sostituiranno le Province regionali. Sala d’Ercole ha approvato un emendamento del governo, condiviso dalla commissione Affari istituzionali, stabilisce che il presidente venga eletto tra i sindaci facenti parte dell’assemblea del consorzio, non solo dai primi cittadini ma da tutti i consiglieri comunali dei comuni coinvolti, che, pur non facendo parte dell’assemblea dei liberi consorzi, si costituiscono quale “elettorato attivo” in occasione dell’elezione del presidente dell’ente. I presidenti potranno anche essere sfiduciati dalla stessa assemblea. Una norma che è stata definita dal presidente della Regione Crocetta “di mediazione per venire incontro alle richieste delle opposizioni”. Ma le minoranze insorgono definendo il provvedimento dannoso e perfino incostituzionale.

Per Toto Cordaro “l’articolo 5 che riguarda l’elezione dei presidenti dei Consorzi continua a portare con sè le conseguenze del pastrocchio che stiamo alimentando. Dopo il parere del Cga ci potremmo trovare in una situazione di vacatio sulla gestione delle Province”. Per Santi Formica (Lista Musumeci) “rischiamo di approvare una norma che verrà impugnata dal Commissario dello Stato per evidente illogicità, oltre che incostituzionalità. Perchè allargare solo ai consiglieri? A questo punto apriamo il voto anche ai sindacati, alle associazioni e ai social network”. Per Bernardette Grasso (Grande Sud – Pid) “come si fa ad allargare ai consiglieri comunali il voto per l’elezione del presidente del consorzio, se questi sono già esclusi dall’assemblea per volontà di quest’Aula che ha respinto la norma del governo all’articolo 4”? Secondo Gino Ioppolo (Lista Musumeci) “la legge sta andando verso un paradosso: si creerebbero due distinte assemblee. Una elettiva e una deliberante. Così, gli organi da tre diventeranno quattro”. Per Mimmo Turano (Udc), voce fuori dal coro della maggioranza, “devono votare  il presidente o il corpo elettorale o i sindaci che fanno parte dell’assemblea”.
In mattinata il governatore Crocetta aveva 

affermato di “aspettarsi di tutto” in aula: per la quantità di malumori che ha suscitato la possibilità che il ddl venga impallinato è molto elevata.

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