Rodotà, soldi alle private quando le pubbliche avranno la carta igienica

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“Solo quando ci sarà anche la carta igienica nelle scuole pubbliche, allora si potrà dare un euro a quelle paritarie”: strappa l’applauso con questo paragone Stefano Rodotà nella sua lectio magistralis alle giornate del lavoro organizzate a Firenze dalla Cgil.
“Per avere una scuola pubblica – ha detto il giurista – non basta applicare una targhetta con scritto ‘scuola pubblica’ su un edificio, non basta che non crolli il tetto se manca anche la carta igienica. Ecco – ha spiegato – penso che solo quando ci sarà la carta igienica si potrà dare un euro alle scuole paritarie”.

“Renzi ha detto che di riforma non parlerà con i sindacati e con i partiti, ma con i professori e con gli studenti. Ma questo – ha commentato – è diverso da quanto previsto dalla stessa Costituzione, con il ruolo di partiti e sindacati che sono alcuni dei luoghi in cui si riconosce la società. La nostra Costituzione è fatta da legami sociali e di diritti”.

Una risposta a Rodotà, soldi alle private quando le pubbliche avranno la carta igienica

  1. ricostruirestatoepartiti scrive:

    Credo però che sarebbe opportuno abrogare la legge 10 Marzo 2000, n. 62
    varata dal governo D’Alema, quando Berlinguer era ministro della Pubblica Istruzione, che parifica di fatto le scuole private o paritarie alle pubbliche ed è all’origine dei finanziamenti alle scuole private o paritarie.
    Infatti, è dalla legge di parità in poi, che Stato, Regioni e Comuni di tutti i colori politici finanziano allegramente le scuole private. “In tutti questi anni si sono fatti beffe della Costituzione, hanno ignorato il referendum di Bologna e tutti le mobilitazioni locali. Dov’è stata la CGIL che oggi plaude alle parole di Rodotà? Tutti ad evocare l’art33 e la laicità dopo che hanno consentito la vergogna dell’ora di religione cattolica all’interno dell’orario obbligatorio e ogni forma di privilegio alla lobby delle private.”
    Sarebbe davvero ora di finirla con l’ipocrisia dilagante e mettere ordine sul serio a tutti questi disastri.