Ville in Sardegna all’asta assegnate dai magistrati ai loro colleghi

Sospeso il giudice Alessandro Di Giacomo e un perito. Otto indagati in tutto. Il sospetto di altri affari pilotati
di Ilaria Sacchettoni

Magistrati che premiano altri magistrati nell’aggiudicazione di ville superlative. Avvocati che, in virtù dell’amicizia con presidenti del Tribunale locale, si prestano a dissuadere altri avvocati dall’eccepire. Colleghi degli uni e degli altri che, interpellati dagli ispettori del ministero della Giustizia, su possibili turbative d’asta oppongono un incrollabile mutismo. É lo scenario descritto nell’ordinanza che ha portato ieri alla sospensione del giudice Alessandro Di Giacomo, in servizio a Sassari. Il magistrato avrebbe contribuito a veicolare l’acquisto di una villa a Baja Sardinia, Porto Cervo, alla figlia del potente presidente della Corte d’Appello di Cagliari, Francesco Mazzaroppi, Chiara e al suo compagno Andrea Schirra. In soccorso il perito Ermanno Giua avrebbe attestato invalicabili limiti della proprietà fra cui un pignoramento inesistente.

Tutto per consentire ai Mazzaroppi — Schirra di acquistare a una cifra ridicola (e senza concorrenti) il favoloso immobile. La villa ceduta a meno di 500mila euro potrebbe essere rivenduta per alcuni milioni. L’inchiesta dell’ aggiunto Paolo Ielo e del pm Stefano Fava oltre a ricostruire le tecniche attraverso le quali, in barba ai creditori della proprietà (la Rebus srl) sarebbe stato pilotato l’affare, fa luce su altre dubbie acquisizioni di terreni e case. Buoni affari che avrebbero gratificato Mazzaroppi. Indagati anche Tomasina Amadori, Giuliano Frau e Francesca Debidda. Il provvedimento è della gip Giulia Proto.

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15 dicembre 2017 | 22:42
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Una risposta a Ville in Sardegna all’asta assegnate dai magistrati ai loro colleghi

  1. ricostruirestatoepartiti scrive:

    Per fortuna che ci sono anche magistrati che ogni tanto portano alla luce queste vergogne … Poi una si domanda perchè certi incarichi li danno solo a certi personaggi. Siamo davvero un Paese perso: se la giustizia non è più giustizia ma malaffare è finito tutto, il Paese è morto!
    Purtroppo a pagare sono sempre le persone che non hanno voce. Sarebbe ora che questo Paese venisse rivoltato come un calzino. Non se ne può davvero più …