Votare o astenersi?


Credo che dietro a ognuna di queste due soluzione c’è un modo di intendere la politica, di far valere o meno il diritto di ognuno a dissentire.
Si sceglie se votare o no per appartenenza, per convinzione e/o per condivisione di un progetto, di una visione, che possa indicarci una strada, per portare il Paese fuori dal pantano in cui è precipitato, proprio per responsabilità dei partiti, che oggi ci chiedono, addirittura, di votarli “turandoci il naso”, e non certo per simpatia verso questo o quel leader.
Ho cercato di ascoltare e di capire in quale dei partiti in competizione ci fosse un minimo di coerenza, un’idea, un progetto che andasse verso questa direzione, ma quello che ho visto e sentito è stato solo un susseguirsi di mirabolanti promesse, che, come sappiamo, sono irrealizzabili. Infatti, nessuno, dico nessuno ha saputo e voluto dirci come e dove troverà i soldi necessari per mantenerle.
E’ molto fastidioso dover prendere continuamente atto che trattano il popolo come utile idiota, a cui rivolgersi solo per ottenere i voti necessari per la loro ascesa al potere, a prescindere da tutto.
La cosa più insopportabile è assistere quotianamente a insulti e contrapposizioni tra i vari leader che, imbeccandosi senza costrutto, disorientano i cittadini. Sembra di stare su una torre di babele, la confusione regna sovrana ed è quasi impossibile potere scegliere serenamente chi eventualmente ci dovrebbe rappresentare. Cosa che è già difficilissima di per sè, vista le scarsissime qualità dei candidati, i molti impresintabili e l’inconsistenza ideale dei partiti. Se a questo si aggiunge anche l’orribile legge elettorale, che avrà effetti devastanti sul futuro assetto del Parlamento, possiamo dedurre che il nostro voto varrà meno di niente: servirà solo a stabilire i rapporti di forza tra le varie formazioni, tutte aspiranti a guidare il nuovo governo di larghe intese, voluto da tutti e dall’Europa in primis, rassicurata in questo da Gentiloni.
Loro hanno già deciso tutto a tavolino, addirittura prima di farci votare!
Non c’è dubbio che il Paese avrebbe bisogno di un cambiamento vero, non solo per uscire dalla crisi economica che ci attanaglia, contrariamente a quanto ci vogliono far capire, ma per cercare, impresa assai ardua, di ristabilire la legalità, per combattere la corruzione che dilaga, il degrado più profondo della politica e di tutto ciò che ruota intorno a essa, come ci dimostrano i fatti portati alla luce da Fanpage.
Di fronte allo squallore cui assistiamo quotidianamente non si può rimanere inerti e continuare a votare “turandoci il naso”, è arrivato il momento di dire basta.
Pur con l’amarezza dell’impossibilità di esercitare un nostro diritto costituzionale di scegliere partiti e persone, che meglio potrebbero o avrebbero potuto rappresentarci, non possiamo che rifiutarci di votarli.
Il rifiuto della scheda e la verbalizzazione del dissenso è l’unica arma pacifica che abbiamo a disposizione per ribellarci a questo sistema corrotto e se saremo in tanti non potrà passare sotto silenzio e potrebbe essere l’inizio di una nuova e pacifica rivoluzione dal basso.

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