Dov’è la sinistra?


In chi oggi afferma essere di sinistra c’è una ambiguità di fondo, che, a mio modo di vedere, andrebbe chiarita subito.
Essere di sinistra significa condividere valori quali i diritti delle persone e dei lavoratori, l’uguaglianza, il diritto al lavoro, alla salute, all’assistenza, a una pensione dignitosa, a vivere in un ambiente sano, a partecipare in misura corrispondente al proprio reddito all’organizzazione economica e sociale del Paese ….
Invece, oggi si tenta, quasi sempre, di associare l’essere di sinistra a personaggi politici e partiti che in questi anni si sono definiti tali, a prescindere dalle politiche attuate, totalmente in contrasto con questi principi.
E’ sotto gli occhi di tutti che i governi, targati PD- Alfano-Verdini, con la sinistra non hanno nulla da spartire, perché non si sono ispirati nemmeno a uno solo dei principi sopra elencati e a molto altro ancora.
Sotto quest’ultimo governo sono aumentate in maniera esponenziale le diseguaglianze, di pari passo con la cancellazione dei diritti dei lavoratori e della parte più debole della società.
Le leggi approvate ed i finanziamenti dello Stato sono stati tutti a favore delle imprese, nonché per il risanarmento delle banche private, che hanno truffato i cittadini.
Con il jobs acte si è tolto ogni diritto ai lavoratori e con la legge Fornero si è distrutto il diritto di andare in pensione, lasciando così nella disperazione i tanti cittadine/e che sono rimasti senza lavoro. Altro provvedimento, tipico dei regimi fascisti, è stato l’introduzione del pareggio di bilancio in costituzione, per mano di Monti, messo a capo di un governo tecnico, che i cosiddetti di sinistra hanno votato insieme alla destra, senza batetre ciglio. In ultimo, proprio a coronamento di tanto scempio, hanno consentito tutti che venisse approvato il Rosatellum, che è quanto di più stupido e diabolico mente umana abbia potuto concepire.
Dopo avere votato tutto questo e molto altro ancora, i fuoriusciti del PD hanno dato vita a L&U per cercare di darsi una verginità a sinistra, senza , però, avere mai condannato e prendere atto degli errori gravi di cui sono corresponsabili e, soprattutto, senza dirci una parola chiara su ciò che vogliono fare per porvi rimedio. Anzi, ci fanno sapere che loro guardano al ceto medio, dimenticandosi dei lavoratori, dei pensionati, dei disagiati ecc.. , per cercare di attrarre consensi in quel campo: guardandosi bene di fare qualsiari riferimento nel simbolo alla parola “sinistra”, a cui dicono di appartenere.
Non dicono nulla nemmeno sulla necessità di redistribuzione della ricchezza e tanto meno sulla necessità di aumentare le tasse ai ricchi e cosa intendono fare per i 18 milioni di poveri.
Quello che trovo stupefacente è che, nonostante tutto questo, diversi piddini e non solo si sono convinti e vogliono convicere che questa è “la sinistra”, sol perché due partitini e i fuoriusciti dal pd, in cerca di poltrona, si sono uniti per fare una lista, non un partito, si badi bene.
Ebbene, io penso che per cercare unità a sinistra prima di tutto avrebbe dovuto esserci la “sinistra”, che nessuno sa dove sia.
Di certo Grasso non è di sinistra, ma è stato imposto lo stesso da D’Alema e Bersani, non lo sono quest’ultimi, perché se è vero che hanno votato tutte le leggi volute da Renzi e che, fino a ieri, hanno condiviso e votato non possono dirsi di sinistra. Non sarà certo il pavido Fratoianni o un Civati a imprimere il marchio di sinistra, soprattutto perché nemmeno loro hanno mai detto una parola chiara su cosa intendeno fare con le le leggi volute da Renzi e da tutti i suoi nuovi compagni di viaggio.
Mi domando allora perché continuare a prendere in giro e a far finta di non capire, perché continuare a illudersi e a illudere, e a dilaniarsi nel difendere qualcosa che non c’è?
Tommaso Montanari ha ragione quando afferma: chi ha distrutto la sinistra oggi non può riproporsi per ricostruirla, perché non è credibile e gli elettori non capirebbero, non è così che si recupera l’astensionismo, anzi si creano le condizioni per farlo crescere.
Rendiamoci conto che Renzi non è stato un incidente di percorso: è stato il frutto premeditato di asservimento alla grande finanza. Infatti, è stato messo lì per fare quello che ha fatto e la strada gliel’hanno spianata i vari Bersani, D’Alema e compagnia bella, non dimentichiamocelo.
E per favore, smettiamola con il dire che L&U è la sinistra unita, perché così non è: è solo una nuova lista per assicurare la permanenza in Parlamento ai personaggi che hanno messo su quest’operazione. Non è un caso se, paventando una caduta libera del pd, vi si stanno trasferendo molti piddini.
Penso che chiamando le cose con il loro nome possa aiutare il Paese e può favorire la nascita di una vera sinistra, di cui c’è davvero bisogno.
Penso anche che questo dipende da tutti quei cittadini e militanti che si riconoscono nei valori della sinistra fare chiarezza su questa ambiguità di fondo.
N.T.

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