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La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare


In un articolo apparso su il Riformista Anrea pruiti Ciarello richiama l’attenzione sulla ” necesstà di pprorogare lo stato di emergenza da parte del governo che la ritiene necessaria per garantire la continuità degli interventi allora in corso “per il superamento del contesto di criticità” e per “adottare le opportune misure volte all’organizzazione e realizzazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018, nonché di quelli diretti ad assicurare una compiuta azione di previsione e prevenzione”. Ebbene, oggi tutti dovremme chiederci cosa ha fatto il governo per superare le criticità di cui parla e che, dovrebbero essere statae evidenziate e indicate dal Comitato tecnico scientifico. Cosa di cui gli italiani sono stati tenuti all’oscuro, visto che il governo si è guardato bene dal rendere pubblici i verbali di detto comitato redatti dopo il 10 e, vsto anche gli omissis e le cancellazioni in quelli resi pubblici. Pare evidente , quindi, che siamo stati tenuti all’oscuro di quali siano oggi gli “interventi in corso per il superamento delle criticità”, né quali dovranno essere le “ulteriori misure organizzative per il soccorso e l’assistenza alla popolazione” individuate dal CTS.
Come fa rilevare ancora Andrea Pruiti Ciarello, da una parte il Governo vuole prorogare lo “stato di emergenza” ma dall’altro non solo non rende noto cosa abbia fatto fin qui per evitare la proroga ma nemmeno cosa abbia intenzione di fare per evitare che di proroga in proroga lo “stato di emergenza” divenga una prassi amministrativa accettata come normale dalla popolazione. Il rischio, in questo caso, non è solo la terribile pandemia da Covid-19, il rischio è lo slittamento sul terreno scivoloso dello Stato di Diritto, sul quale ogni distrazione può essere fatale. L’interventismo sanitario ed assistenziale dello Stato, promosso dal Governo di Giuseppe Conte, attraverso l’impiego massivo di DDPCM, per potere essere sostenuto nell’ambito di un Ordinamento Giuridico che non vuole rinunciare ad essere manifestazione di uno Stato di Diritto, deve necessariamente essere temporalmente circoscritto. Non si deve essere seguaci di Friedrich von Hayek o di Luigi Einaudi per sostenere che il ruolo principale dello Stato è il mantenimento dello Stato di Diritto. Con uno Stato di Diritto in perenne ostaggio di uno “stato di emergenza”, i cittadini non potranno esercitare quelle libertà e quei diritti che la nostra Costituzione riconosce come inviolabili, a partire proprio dal diritto alla salute, che è quello che in questo momento si vorrebbe più tutelare.
E così, la mozione presentata dalla minoranza parlamentare non è stata accolta dalla maggioranza, che anzi l’ha contestata e minimizzata. L’on. Stefano Ceccanti (PD), intervenendo in aula ha minimizzato l’importanza della pubblicazione degli atti del CTS ma soprattutto ha definito la richiesta di trasparenza, sostenuta nella mozione della minoranza, come un «mito semplicistico», che può «disorientare e creare problemi immediati», aggiungendo anche che è «il Governo che prende le decisioni, il Governo, che è responsabile verso il Parlamento, finché ha la fiducia, e che non può non avere un margine di discrezionalità nei tempi di divulgazione». A chi formula queste osservazioni nella maggioranza parlamentare, bisogna ricordare che l’Italia è una repubblica parlamentare, la funzione legislativa è esercitata dalle due camere del Parlamento (art. 70 Cost.) e non dal Governo e che la libertà personale è inviolabile e potenzialmente coercibile soltanto per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge (art. 13 Cost.)….”
Purtroppo questa maggiornza va per la sua strada nell’ignoranza totale della costituzione e questo dovrebbe non fare dormire sonni tranquilli a tutti. Non si può giustificare tutto con la paura di contrarre un virus, che, ricordiamolo tutti, non sarà una mascherina a fermarlo. Se a causa di questo virus e di questa paura dovessimo perdere la libertà, cosa che sta già avvenendo, temo che le conseguenze sarebbero ben più devastanti di un virus che è clinicamente morto e che gli asintomaciti , tranne casi remoti, non sono infettivi. Non facciamoci imbrogliare.
Non dimentichiamo le parole di Calamandrei a proposito di liebrtà:
Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai.
E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.

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