FAME DI SINISTRA!

di Yvan Rettore

Oggi appare davvero riduttivo parlare di Sinistra circoscrivendola all’antagonismo storico esistito tra operaio e padrone.
Chi veramente si riconosce in questo schieramento è perfettamente consapevole che la Sinistra va ben oltre questo dualismo e che deve collocarsi sempre e comunque dalla parte degli sfruttati, degli oppressi e più generalmente dei ceti più deboli deboli.
Questo ovviamente in contrapposizione con una minoranza di sfruttatori ed oppressori.
Semmai è la tematica del Capitale a non essere mai mutata e oggi più che mai sono proprio coloro che lo controllano che dominano ancora e in modo sempre più feroce la quasi totalità del genere umano.
Il neoliberismo, variante deleteria e distruttiva dello stesso capitalismo (perché fondato sulla finanza anziché sui settori autenticamente produttivi dell’economia) intende imporsi definitivamente grazie alla cancellazione di ogni diritto sociale e ad un forte ridimensionamento dei diritti civili ridotti a sempre più spesso a carta straccia.
Ciò di cui però bisogna avere ben coscienza a Sinistra è che non è il mercato in quanto tale ad essere il Male Assoluto, ma bensì la dittatura dei monopoli che domina al suo interno, volta ad arricchire pochi e ad impoverire la maggior parte degli esseri umani.
In secondo luogo, non bisogna perseguire un’uguaglianza assoluta, ma sancire stessi diritti e stessi doveri ad ogni singolo individuo in modo indiscriminato permettendo a tutti di avere parità di possibilità di crescita ed emancipazione su un piano sociale, culturale e professionale.
In parole povere la disuguaglianza può esistere ma deve fondarsi su aspetti autenticamente meritocratici e non su squallidi favoritismi e imposizioni che derivano da posizioni di potere del tutto ingiustificate.
Questa è la Sinistra che oggi può ancora essere protagonista (e la cui esistenza è più che giustificata dove ancora esiste a livello parlamentare) e che non è per nulla rappresentata dalle attuali forze presenti in Parlamento (il PD ormai è chiaramente un partito di Centrodestra, mentre LeU è solo un’accozzaglia di partiti tesi a difendere posizioni e privilegi di esponenti politici trasformisti e riciclati) e che nemmeno esponenti “dinosaurici” come D’Alema o Bersani sono in grado di incarnare, specie ricordandosi delle azioni e riforme favorevoli al neoliberismo negli anni del loro protagonismo politico come segretari del maggior partito della formazione erede del PCI (passata dalla denominazione PDS, poi DS fino all’attuale PD) e dei loro incarichi ai vertici dello Stato.
A distanza di alcuni lustri da quelle malefatte, suona alquanto ridicolo quanto del tutto fuori luogo che tali personaggi mediocri quanto inconcludenti vengano ancora a rivendicare principi e valori di Sinistra che loro stessi hanno tradito senza esitare in quelli anni.
Perciò si deve ripartire dalla base, senza “Armate Brancaleone” di partiti, né realtà che vi si richiamano, senza “ismi” divisori, ma solo con la tenacia di volere unire tutti coloro che si battono per i diritti civili e sociali in questo paese in un unico grande soggetto politico, una federazione di forze che metta un punto fermo sulle conquiste fatte in passato e ne aggiunga altri per mettere un freno definitivo a questa deriva del genere umano che rappresenta la società neoliberista.
Si chiama “Sinistra”!
Niente di più e niente di meno!
Per chi ci sta, appuntamento a Napoli a settembre.

Yvan Rettore

P.S. Se si vuole il tempo, si trova! Basta volerlo davvero!

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